Chiude la multisala del Megalò

CHIETI – Chiude la multisala del Megalò. Ormai la notizia è ufficiale, tanto che anche lo stesso cinema, che si chiama Movieland Chieti, ha confermato le indiscrezioni con un post sulla sua pagina Facebook. Eccolo: “Carissimo pubblico, il 30 aprile sarà l’ultimo giorno in cui potremo stare insieme. Sì, perché dal 1° maggio Movieland Chieti cesserà l’attività. Volevamo ringraziarvi di cuore per tutte le volte che ci avete scelto nel vostro tempo libero. Siamo certi di avervi emozionato e fatto trascorrere momenti sereni con la magia del grande schermo. Ci mancherete. Tutti coloro che hanno ancora ingressi residui nella tessera Moviecard avranno tempo fino al 30 aprile per azzerarli. Abbiamo tolto ogni limite per agevolarvi. Quindi potrete venire anche più di 4 persone. Oppure potrete prestarla ad altri, non essendo nominativa. Ci scusiamo per il disagio. Un abbraccio grande a tutti. Vi aspettiamo!”.

Bisogna ammettere che queste parole mettono immensa tristezza. Innanzitutto perché la chiusura di un cinema non è mai una bella cosa, e poi perché in questa maniera Chieti si ritroverà, di fatto, senza neanche una sala, con i teatini che saranno costretti a recarsi nella vicina Pescara se vorranno vedere un film. Ma come si è arrivati a tutto questo? Sicuramente è colpa della pandemia, che ha portato a una drastica riduzione del pubblico, determinando di conseguenza una crisi economica. E così a spasso andranno dieci persone, che hanno già ricevuto le relative lettere di licenziamento.

Chiude la multisala del Megalò

Sull’argomento interviene Tony Zitella, presidente dell’Anec Abruzzo, che scrive: “Questa chiusura non è la prima in Abruzzo, visto che nello scorso mese di marzo ha cessato l’attività anche la multisala Arcobaleno di Colonnella. Si riducono drasticamente il numero di sale nella nostra regione ed altre strutture cinematografiche sono sull’orlo del collasso. Basti pensare che in Abruzzo, dal 1° gennaio di quest’anno fino ad oggi, si registrano diminuzioni di incasso, rispetto allo stesso periodo prima della pandemia, che vanno dal 60 al 90%”.

L’Anec Abruzzo ha avuto di recente un incontro con l’assessore regionale alla cultura, Daniele D’Amario, che avrebbe promesso aiuti: “Speriamo bene – aggiunge Zitella – Riscontriamo però un silenzio dei vari entri territoriali i cui rappresentanti, a parole, si dicono convinti dell’importanza della cultura ma nei fatti nulla accade affinché ci siano atti concreti per sorreggere un settore che da oltre due anni è in gravissima crisi. Nonostante che, dall’inizio della pandemia, ci sia stato un unico caso riconducibile a contagio da Covid nei cinema in tutta Italia, il governo continua a considerare le sale cinematografiche i luoghi più pericolosi in assoluto”.

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