Indagine MioDottore: La “sindrome del Grinch” colpisce più di 1 italiano su 2. La causa? Nel 78% dei casi, il Natale è sinonimo di grande stress

  • Scadenze imminenti e carichi di lavoro alle stelle (39%), una situazione familiare complessa (39%) e quei “parenti serpenti” con cui dover condividere la tavola (36%): ecco perché il Natale non piace;
  • L’outfit perfetto? Che stress! La metà (49%) degli italiani rimpiange il dress code della quarantena fatto di pigiami, pantofole e zero giudizi su cosa sia idoneo indossare;
  • Cenoni e pranzi pesano anche sullo “stressometro” (49%): chi li apprezza lo fa solo perché non è lui il padrone di casa né il cuoco dell’occasione.

Milano, 13 dicembre 2022 Le vie si vestono a festa, gli alberi si accendono e nei gruppi di messaggistica istantanea si parla solo dell’ennesima cena da organizzare: eccoli, sono loro quei segnali che indicano solo una cosa, il Natale sta arrivando. Qualcuno storce il naso al solo pensiero di quella giornata e vorrebbe scappare in capo al mondo dall’Immacolata all’Epifania, altri tornano bambini e trasformano la casa in un luna park di luci, palline colorate e corone di aghi.

A Natale si formano due schieramenti: c’è chi lo ama (42%) e chi è un po’ Grinch (58%), ma in fondo quasi tutti sono più stressati del solito. Questo quanto emerge dalla recente indagine di MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – che ha voluto indagare le sensazioni che le festività più vorticose del calendario generano nel cuore degli italiani e osservare come queste si siano modificate nel corso degli anni.

La sindrome del Grinch: Ecco perché lo “stressometro” del 78% degli italiani impenna proprio a Natale

Quando i panettoni svettano fieri nei supermercati e le Christmas carols più famose risuonano in ogni dove, c’è un 42% degli italiani che diventa felice in modo contagioso: sono loro i veri amanti del Natale. Poi ci sono quelli che “ci vediamo all’Epifania”, vuoi perché fanno parte degli indecisi che oltre alla lista dei regali hanno sempre appresso anche quella dei pro e dei contro delle festività (40%) o perché non riescono proprio a sopportare lo spirito natalizio che si respira in ogni angolo (18%). A prescindere dallo schieramento cui si appartenga, quello che è certo è che questo momento dell’anno è una fonte di stress per il 78% degli italiani.

Ma quali sono le ragioni di questo malessere? Quali gli elementi che fanno scattare una sorta di “sindrome del Grinch”? Dall’indagine di MioDottore emergono due macro categorie di stressor che accompagnano il Natale: da un lato un vissuto privato e connesso alla sfera familiare, dall’altro la vita professionale. In questo periodo, infatti, quasi 2 italiani su 5 (39%) attribuiscono il malessere a una situazione familiare delicata che non permette loro di godere appieno delle feste e una percentuale simile (36%) soffre quei “parenti serpenti” con i quali è obbligato a condividere la stessa tavola. In parallelo, anche l’avvicinarsi della fine dell’anno lavorativo genera ansia, tanto che il 39% degli intervistati lamenta una maggiore preoccupazione causata dai numerosi impegni sul luogo di lavoro, come bilanci, scadenze e pianificazioni per il nuovo anno. La sindrome del Grinch

Troppe persone e ansia da prestazione culinaria, quando i pranzi pesano anche sul benessere psicologico

Se le questioni familiari e il sovraccarico professionale turbavano il Bel Paese anche quando parole come “distanziamento sociale” e “assembramenti” non facevano parte del gergo comune, rispetto al 2019 è cresciuta la percentuale di chi si dichiara stressato dalla socialità allargata tipica delle feste.  Così, forse perché preoccupati da una nuova ondata pandemica (15%) o perché amanti di un Natale più intimo (25%), il turbinio di aperitivi pre-natalizi, cene aziendali e brindisi assieme ai compagni di palestra fa entrare in ansia il 36% degli italiani, il 16% in più rispetto al 2019.

Non solo, sebbene quasi la metà degli intervistati (47%) si dica felice nel rivedere i propri cari in occasione delle festività, le abbuffate interminabili infastidiscono non solo la digestione, tanto che 1 italiano su 2 (49%) si siede a tavola sperando che il pranzo o il cenone di turno finisca presto. Tra chi scalpita sulla sedia, c’è un pure quel 10% che spera di eludere anche quest’anno tutte quelle domande scomode sulla propria vita sentimentale e un 5% che domanda ai commensali se le pietanze siano di loro gradimento, augurandosi che nessuno muova una critica. Difatti, dallo studio di MioDottore sembra che lo chef dei pranzi di Natale viva una vera e propria ansia da prestazione, a tal punto che chi li apprezza lo fa solo perché non è lui il padrone di casa (15%) né il cuoco dell’occasione (20%).

La caccia all’outfit perfetto diverte, ma la metà degli italiani rimpiange il dress code della quarantena

Chi pensa che fare shopping e indossare una mise impeccabile possa in qualche modo rilassare gli italiani sbaglia. Se è vero che oltre la metà trova entusiasmante andare alla ricerca dell’outfit perfetto per gli appuntamenti mondani di dicembre, il vero sogno del cassetto dello Stivale è sfoggiare un look “da casa”.  A far gola non è tanto un completo elegante o un abito di lustrini e neanche quel maglione che fa subito di Natale, il dress code preferito da 1 italiano su 2 (49%) è quello che lo ha accompagnato durante tutta la quarantena: pantofole ai piedi, pigiama o tuta addosso e, soprattutto, nessuno pronto a elargire consigli stilistici non richiesti.

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MioDottore fa parte del Gruppo DocPlanner ed è il leader al mondo dedicata alla sanità privata che connette i pazienti con medici specialisti, medici di medicina generale, centri medici e ospedali come IRCCS Humanitas, IEO, Istituto Auxologico Italiano, Ospedale San Raffaele, Ospedale Israelitico, Gruppo Mantova Salus e Gruppo GVM.

MioDottore offre ai pazienti uno spazio dove trovare e recensire lo specialista più adatto alle proprie esigenze e allo stesso tempo fornisce ai professionisti sanitari e ai centri medici utili strumenti per gestire il flusso di pazienti, migliorare l’efficienza e la propria presenza online e acquisire nuovi pazienti. Arrivato in Italia nel novembre 2015, ha già registrato numeri record con 1 milione di prenotazioni al mese, oltre 6 milioni di visite mensili al portale, 210.000 dottori disponibili sulla piattaforma e 20.000 dottori premium.

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Il Gruppo DocPlanner attualmente serve 80 milioni di pazienti e gestisce 7,5 milioni di prenotazioni ogni mese. Conta oltre 2 milioni di professionisti e circa 10 milioni di recensioni sui suoi siti in 13 paesi. L’azienda, fondata nel 2012 in Polonia, ad oggi si avvale di un team di 2.200 persone con sedi a Varsavia, Barcellona, Istanbul, Roma, Città del Messico, Monaco, Bologna e Curitiba.

Sono parte del Gruppo DocPlanner anche il CRM TuoTempo, che permette a cliniche, ospedali, ambulatori e studi medici di gestire interamente il percorso digitale del paziente, e GIPO il software gestionale per strutture mediche n. 1 in Italia, che ad oggi gestisce oltre 1000 cliniche. La sindrome del Grinch

Per ulteriori informazioni visitare il sito: https://www.miodottore.it/  

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