Lago di Scanno un mistero a forma di cuore
                          Lago di Scanno dal Sentiero del Cuore – ph.@Wikipedia.

La Valle del Sagittario da decenni rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e mistici d’Abruzzo. Il lago e gli splendidi monumenti di Scanno, le Gole rocciose del Sagittario, le dense e grandi foreste della Terratta, compresi i pascoli di Passo Godi e del Ferroio, si annoverano fra le mete abruzzesi più visitate d’Italia. Turismo a parte, la Valle del Sagittario è stata aggregata molto tempo dopo al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Infatti, con l’allargamento dell’area protetta fino al massiccio del Marsicano, avvenuto nel 1977, anche questa località è entrata – come perla rara – nel gruppo di itinerari del parco. Scanno, tuttavia, è sempre stato uno dei centri turistici più noti del nostro territorio. Ma andiamo per gradi.

Alla Valle del Sagittario si può accedere da Anversa degli Abruzzi e dal vicino Cucullo, sede dell’antica tradizione “dei serpari” – una festa che prevede la cattura dei serpenti e che ricorre ogni primo maggio.

A partire da Anversa, che andrebbe visitata solo per le chiese che la popolano e che sono un focus di cultura, storia e spiritualità, la strada che entra nella gola è percorribile con un tratto scavato nella roccia che supera il bivio per l’affascinante borgo arroccato di Castrovalva (unica frazione di Anversa degli Abruzzi, a 820 metri sul livello del mare, situata su uno sperone roccioso che si innalza dalla cresta di Sant’Angelo e conta solo 12 abitanti) e poi continua tra speroni di roccia e boschetti.

In evidenza: la Chiesa della Madonna del Lago

Lago di Scanno: Geografia e Natura

A questo punto si snoda un lago che ha davvero qualcosa di particolarmente suggestivo, quello di San Domenico e dell’omonima chiesetta; oltrepassando poi Villalago dominata ad oriente dal monte Genzana – montagna dell’appennino Abruzzese appartenente al gruppo dei Monti marsicani, in provincia dell’Aquila – sul quale è ben visibile il segno del distacco della colossale frana che ha sbarrato la valle formando il lago di Scanno.

Affacciandosi sul lago non si può restare distaccati davanti alla bellezza di uno dei luoghi più affascinanti del nostro Abruzzo. Una salita di tornanti permette di raggiungere Frattura – frazione abitata da 63 residenti, l’unica del comune di Scanno, situata a 1260 metri sul livello del mare alle pendici del gruppo montuoso del Genzana – base per escursioni estive invernali verso il Genzana, le Toppe Vurgo e le cinque miglia.

Dall’impianto urbanistico, chiaramente medievale, la struttura del paese rappresenta una delle mete più note delle montagne abruzzesi. Monumenti, boschi e il lago stesso, rendono questo regale borgo una vivace attività culturale che tiene alto il nome della cittadina.

Scanno, in provincia dell’Aquila, è un comune di 1755 abitanti situato entro i confini del parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Il borgo a 1050 metri di quota, sembrerebbe di origini orientali, poiché risale ad una una tribù migrata nella zona delle rive del Mar Rosso.

Nel 1067 il paese fu donato dai conti di Sangro al monastero di San Pietro in Lago, ma poi, nel 1230 l’abitato fu devastato dalle truppe di Papa Gregorio IX in guerra contro l’imperatore Svevo Federico II. In seguito, il paese attraversò un periodo di grande decadenza, da cui Scanno però si riprese nel Cinquecento.

Un po’ di storia

Passò sotto il dominio dei D’Aquino, D’Avalos, Albrizio, D’Afflitto, e infine ai Caracciolo. Tuttavia, ai secoli dal XVI in poi, appartengono molte abitazioni e Palazzetti che sono oggi il focus storico del centro.

I vicoli e le strade ripide e, in qualche caso a scalinata del centro storico, meritano un’occhiata ma principalmente andrebbe visitata Casa Mosca, (o Palazzo Mosca), del 1564. Il portale barocco risale al XVIII SEC.

Palazzo Mosca – ph.@Gianfranco Vitolo

Numerose le chiese, tra cui – come non citare – la parrocchiale di Santa Maria della Valle, costruita nel XIII secolo sui resti di un tempio pagano e in parte rifatta tra il 1563 e il 1567; il portale più antico e di scuola borgognona. All’interno sono presenti numerose opere del periodo barocco, tra cui il sepolcro di San Costanzo Martire e poi delle acquasantiere antiche, un pulpito e quattro confessionali. Scendendo per via Abrami si arriva in breve alla Fontana Sarraco.

Al di sopra della vasca di destra ci sono quattro mascheroni noti. Rappresentano:

  • il Re la Regina,
  • lo Zoccolante
  • il Cappuccino.

In alto a destra un bassorilievo raffigura l’Annunciazione. Invece in piazza San Rocco c’è la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, del 1400, ricostruita nel 1708.

Lago di Scanno

 

In largo dell’Olmo, oltre a un arco medievale alla Torre Vecchia, ci sono la chiesa di Santa Maria di Loreto e Sant’Eustachio Martire. Infine, la via Ciorla sale alla Porta della Croce e alla chiesa di Sant’Antonio Abate.

Isolata tra le montagne, Scanno ha mantenuto nei secoli anche una fisionomia culturale notevole. In paese è ancora presente l’artigianato del tombolo. Ed è ancora relativamente facile incontrare tra le strade e gli archi, donne che indossano il caratteristico costume locale.

Lago di Scanno
Tombolo, ph@Paola Sucato

ll mito, alle origini del lago di Scanno

Il bellissimo bacino, ci regala un panorama quasi magico, ed è da questi elementi che negli anni, sono nate probabilmente le leggende che “romanzano” le sue radici. Sono racconti basati su personaggi realmente esistiti, come Pietro Bailardo, medico e alchimista salernitano (conosciuto più come uno stregone) e Angiolina, ricordata come la dama del luogo (scanno) rappresentata più come una figura molto potente. La storia di questa donna è perfino riportata in un poema cavalleresco del 1400 diffuso tra i pastori di Scanno come L’Antifor di Berosia.

Secondo la memoria i due personaggi Angiolina e Bailardo, intrecciarono i loro destini proprio sulle acque del borgo.

Si dice che la dama, considerata come la fata del lago, dopo aver attratto a sé con la magia Pietro, lo costringe a rimanere sospeso tra il cielo e la terra. Sempre la narrazione, sostiene che a riportarlo definitivamente al suolo, tra i mortali, è il Diavolo in persona, chiamato in aiuto proprio da Baialardo, con la promessa, portata poi a termine, di recuperare il suo libro incantato, che il Diavolo stesso aveva precedentemente donato all’alchimista per eseguire magie e conquistare ogni bella ragazza.

Altre fonti, diversamente, raccontano che Madama Angiolina cadde morta a causa di una pioggia di fuoco e, nel luogo dove morì, sorse il lago di Scanno, per conciliare il riposo eterno a seguito della disgrazia. Un’ultima storia, la vede come bellissima protettrice del posto, che ha dato vita alle splendide acque verdi di questo indimenticabile luogo.

Di recente però, alla leggenda, si sono aggiunti anche strani fenomeni che hanno alimentato un enigma.

Il mistero della bussola impazzita

Nel 2012 il livello dell’acqua, senza un motivo apparente, è sceso di sei metri nell’arco dell’anno. Poi, dalle acque, sono riaffiorati oggetti di ogni tipo, come pistole, mitra e munizioni della II guerra mondiale. Successivamente i pescatori hanno notato una serie di “onde anomale”, e sempre nell’arco dello stesso periodo, dei sub di Villalago, hanno segnalato che durante le immersioni, le bussole improvvisamente sono andate fuori controllo.

A questo punto, è stato contattato l’Istituto nazionale di vulcanologia che ha rilevato la presenza di un ignoto oggetto ferromagnetico sotto la superficie del fondale. Correva l’anno 2013. Tuttavia il mistero resta perché nemmeno l’Invg per il momento, è riuscito a spiegare che forma e caratteristiche ha l’oggetto, e soprattutto perché si trova laggiù.

Link utili:

www.comune.scanno.aq.it

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